Citazione capitolo 15

<< Un altro treno che ti sei perso mentre te ne stavi là immusonito a pensare a Camille.>>

<<Constance non è il mio tipo>>, rispose con una smorfia. <<Sì, perché una donna bella, intelligente e bionda fa schifo, vero?>> osservai, impassibile.

<<Non tutti gli uomini adorano dolcezza e lealtà.>>

<<Tu non le adori?>> chiesi, dubbiosa.

Mi guardò, divertito. <<Il mio tipo sembra essere volitivo e sentimentalmente non disponibile.>>

Lo guardai in cagnesco. <<Non sono io a essere innamorata di un altro.>>

<<Tu sei sposata con il Bureau, Liis, lo sanno tutti.>>

<<E’ proprio quello che sto cercando di dirti. Le relazioni sono una perdita di tempo per persone come noi.>>

<<Pensi che avere una relazione con me sarebbe una perdita di tempo?>>

<<Ne sono certa. Non verrei neanche al secondo, ma al terzo posto.>>

Thomas scosse, confuso, la testa. <<Al terzo?>>

<<Dopo la donna di cui sei innamorato.>>

All’inizio sembrò troppo offeso per ribattere, poi tuttavia mi bisbigliò all’orecchio: <<Ci sono giorni in cui penso che non avrei mai dovuto dirti di Camille.>>

<<Non me lo hai detto , ricordi? È stata Val.>>

<<Dovresti lasciar perdere.>>

<<<Io dovrei lasciar perdere?>> dissi toccandomi il petto.

<<E’ una ex. Smetti di fare la ragazzina.>>

Digrignai i denti, spaventata all’idea di quello che sarebbe potuto uscirmi di bocca. <<Senti la sua mancanza. Come dovrei reagire davanti a questo? Hai ancora una sua foto in soggiorno.>>

<<Liis, dai, adesso non è il caso.>> ribatté rabbuiandosi.

<<Non è il caso di fare cosa, di litigare per una ex? Perché una vera coppia non lo farebbe?>> Incrociai le braccia e mi appoggiai allo schienale.

Lui abbassò lo sguardo ridendo. <<A questo non posso ribattere niente.>>

[…]

<<Devi sapere che la foto non c’è più>>, affermò con freddezza.

<<La foto di Camille? E dov’è finita?>>

<<In una scatola piena di ricordi… nel suo posto a cui appartiene.>>

<<Lo fissai a lungo sentendo una fitta al petto.>>>

<<Contenta?>> chiese.

<<Contenta>>, risposi provando in parte vergogna e in parte sconcerto.

Se ora mi fossi tirata indietro, sarei apparsa scioccamente caparbia. L’aveva messa da parte. Non avevo più scuse.

Intrecciai le dita con le sue e lui accostò la mia mano alla bocca. Chiuse gli occhi e mi baciò il palmo. Un gesto semplice ma così intimo, come stringere leggermente gli abiti della persona che abbracci o sfiorarle delicatamente la nuca. Quando si comportava in quel modo, era facile scordarsi che avesse amato un’altra.

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

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