Citazione capitolo 17

<<Dimmi, ti prego, che quello era un addio>>, affermai.

Non mi preoccupai che Jim mi udisse. Era una domanda legittima, che potevo fare senza compromettere la nostra copertura.

Lui mi prese delicatamente per il braccio e mi condusse in un angolo della sala. <<Non potevo prevedere che si sarebbe comportata così, scusami.>>

<<Avrei voluto che tu vedessi con i miei occhi e che ti sentissi con le mie orecchie dichiarare che appartiene al tuo passato>>, dissi, affranta.

<<Si stava scusando, Liis. Cos’avrei dovuto fare?>>

<<Non lo so… non sembrare disperato?>>

Mi fissò, senza parole.

<<Dai, torniamo alla festa>>, esclamai spazientita tirandolo per la mano.

Lui si liberò dalla mia presa. <<Io sono disperato, Liis. Quello che è successo è maledettamente triste.>>

<<Magnifico! Andiamo!>> Le mie parole grondavano sarcasmo.

Lo superai con una spalla ma lui mi afferrò per un polso e mi attirò a sé. Avvicinò la mia mano alla guancia e mi baciò il palmo chiudendo gli occhi.

<<E’ una cosa triste perché è finita>>, disse. Sentivo il suo alito caldo sulla pelle. Si girò e mi guardò negli occhi. <<E’ triste perché ho fatto una scelta che ha cambiato per sempre il rapporto con mio fratello. Ho fatto del male a lei, a Trenton e a me stesso. La cosa peggiore era che credevo che fosse giusto, invece ora temo di aver fatto tutto per niente.>>

<<Che intendi?>> domandai studiandolo, sospettosa.

<<Amavo Camille… ma non così, non come te.>>

Mi guardai attorno. <<Smettila, Thomas. Non ti sente nessuno.>>

<<E tu mi senti?>> replicò. Quando non risposi, lasciò andare la mia mano. <<Cosa posso dire per convincerti?>>

<<Continua a ripetermi quanto sia triste aver perso Camille. Sono certa che funzionerà.>>

<<Hai recepito solo che è triste e ignorato la parte in cui ho precisato che è finita.>>

<<Non è finita.>>, ribattei scoppiando a ridere. <<Non lo sarà mai. Lo hai detto tu stesso, l’amerai per sempre.>>

Thomas indicò l’altra parte della sala. <<Quello che hai visto laggiù era un addio. Sta per sposare mio fratello.>>

<<Ho visto anche il vostro dolore.>>

<<Sì! È doloroso! Cosa vuoi da me, Liis?>>

<<Che tu smetta di amarla.>>

[…]

<<Ammiro la tua capacità i analizzare ogni dettaglio, ma perché devi sezionare anche questo?>> domandò, mesto.

<<Perché non possiamo semplicemente provare?>>

<<Non hai dimenticato Camille, Thomas. Lo hai detto chiaramente stasera. E mi hai appena chiesto di prometterti di restare con te a San Diego. Si tratta di una promessa che, come sappiamo entrambi, non sono in grado di mantenere e non manterrò. È perfettamente logico che tu desideri stabilità dopo quello che ti è successo, ma non posso prometterti che rinuncerò alla mia carriera.>>

<<E se ti dessi qualche assicurazione?>> chiese.

<<Come per esempio? E non dirmi che è amore. Ci siamo conosciuti il mese scorso.>>

<<Non siamo come tutti gli altri, Liis. Passiamo tutto il giorno insieme, a volte anche la sera e il fine settimana. Se stiamo andando avanti così, vuol dire che ci mettiamo un certo impegno.>>

Riflettei per un istante su quelle parole.

<<Smetti di pensare troppo. Vuoi assicurazioni? Per me non è un gioco, Liis. Ho amato qualcuno prima, ma quello che provo per te… è quel sentimento mille volte più forte.>>

<<Anch’io provo qualcosa per te, ma non sempre i sentimenti bastano.>> Mi mordicchiai il labbro.>> Ho paura che, se tra noi funzionerà, il lavoro ne risenta, il che per me sarebbe inaccettabile, Thomas, perché io amo il mio lavoro.>>

<<Anch’io, ma per stare con te vale la pena di correre il rischio.>>

<<Questo non lo sai.>>

<<So che non sarà noioso. So che non te ne vorrei se venissi promossa, anche se ti trasferissi altrove. Potrei anche stancarmi di San Diego. Washington mi piace.>>

<<Tu verresti a Washington?>> osservai, impassibile.

<<Parliamo di un futuro remoto.>>

<<Per questo non posso prometterti che resterò.>>

<<Non voglio che tu mi prometta di restare con me.>>

<<Oh. Allora… probabilmente… potrei farlo>>, risposi guardando di qua e di là.

<<Basta fingere, Liis. >> Fece un passo in avanti e tirò delicatamente il mio asciugamano che cadde a terra, poi si tolse il suo. <<Dillo>>, affermò con voce bassa e misurata. Mi prese il viso fra le mani e si chinò fermandosi a un soffio dalle mie labbra.

<<Okay>>, mormorai.

<<Okay cosa?>>

Premette la bocca sulla mia e mi infilò le dita tra i capelli attirandomi con forza a sé. Mi spinse all’indietro finché finii contro il muro. Trasalii e sentii la sua lingua sfiorare la mia quasi in cerca di una risposta. Un istante dopo si scostò lasciandomi senza fiato, desiderosa di assaporare di nuovo quel bacio.

<<Va bene>>, sussurrai senza vergognarmi del mio tono implorante. <<Possiamo smettere di fingere.>>

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

 

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