Citazione capitolo 19

Mi sedetti e mi coprii la faccia sentendo gli occhi riempirsi di lacrime.

<<Che c’è?>> chiese Thomas inginocchiandosi davanti a me e toccandomi le ginocchia. <<Parlami. Liis?>> Tacque quando vide le mie spalle tremare. <<Stai… piangendo? ma tu non piangi mai. Perché?>> Scandì le parole, preoccupato.

Lo guardai con gli occhi umidi. <<Come agente sotto copertura sono una frana. Se non sono in grado di recitare la parte della tua fidanzata pur essendo la tua fidanzata, sono proprio un disastro.>>

Scoppiò a ridere e mi sfiorò la guancia. <<Gesù, Liis, credevo che avresti detto qualcosa di completamente diverso. Non ho mai avuto tanta paura in vita mia.>>

Tirai su con il naso. <<Cosa credevi che avrei detto?>>

<<Non importa. L’unica ragione per cui Camille sa che sei un’agente è perché sa che io lo sono>>, disse scuotendo la testa.

<<Anche Anthony lo ha capito.>>

<<Anthony vede agenti tutte le sere della settimana. La gente del posto chiamano il quartiere Eagle’s Nest per l’alta concentrazione di federali. >> Mi asciugò le lacrime con i pollici e mi sfiorò le labbra con un bacio. <<Non sei un disastro. Non avrei mai perso la testa per un disastro.>>

<<Hai perso la testa per me?>> chiesi battendo le palpebre.

<<Completamente.>>

Scoppiai i una sommessa risata e le screziature verdi delle sue iridi s’illuminarono.

Mi toccò il labbro con il dito. <<Vorrei non dover andare. Mi piacerebbe stare con te su un’amaca in spiaggia.>>

Camille aveva ragione. Era diverso anche dall’uomo che avevo conosciuto al bar. Lo sguardo cupo nei suo occhi era svanito.

<<Magari dopo il ricevimento?>>

Thomas annuì e mi salutò con un bacio indugiando sulle mie labbra.

<<E’ un appuntamento>>, mormorò. <<<Non ti vedrò fino alla cerimonia, ma papà ti riserverà un posto in prima fila. Sarai acanto a Camille, Falyn ed Ellie.>>

<<Ellie?>>

<<Ellison Edson. È l’amica di Tyler. Le sta dietro da una vita.>>

<<Da una vita? Avrei dovuto tenerti un po’ di più sulla corda. Credo di averti reso le cose troppo facili.>>

Il suo sguardo divenne malizioso. <<I federali non vanno dietri a nessuno, danno la caccia.>>

<<E’ meglio che vai>>, replicai sorridendo.

Thomas balzò su e attraversò la stanza. Infilò un paio di calzini nelle sue scarpe nere lucide, prese dall’armadio lo smoking avvolto nella custodia e se lo gettò in spalla.

<<A presto.>>

<<Thomas?>>

Si fermò con lamano sulla porta e si girò in attesa che parlassi.

<<Non ti sembra che corriamo troppo?>>

Scrollò le spalle. <<Non m’importa. Cerco di non pensarci più di tanto. Lo fai già tu per tutti e due.>>

<<La testa mi dice che dovremo frenare un po’, ma in realtà non voglio.>>

<<Bene>>, affermò. <<Perché non credo che sarei stato d’accordo>>, aggiunse con un sorriso. <<Ho fatto molti sbagli, Liis. Stare con te non lo è.>>

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

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