Citazione capitolo 21

Proprio quando la registrazione si stava facendo interessante, la porta si spalancò e si richiuse sbattendo. Thomas si mise una mano sul fianco, alla ricerca disperata di qualcosa da dire.

<<Che c’è?>>domandai strappandomi via le cuffie. Nella mia mente si susseguì una fila di pensieri terribili, tutti relativi alla sua famiglia.

<<Mi stai evitando, e Constance ha detto che stavi parlando con un concessionario d’auto quand’è passata da qui. Cosa sta succedendo?>>

<<Ehm… mi serve una macchina.>>

<<Perché? Ti accompagno io al lavoro.>>

<<Vado anche in altri posti, Thomas, non solo al lavoro.>>

Si avvicinò alla scrivania e vi si appoggiò con le mani guardandomi negli occhi. <<Sii sincera con me.>>

<<Hai detto che mi avresti detto di più di Camille. Che ne pensi di farlo ora?>> replicai incrociando le braccia.

Lui si guardò alle spalle. <<Cosa? Qui?>>

<<La porta è chiusa.>>

A quel punto si sedette su una poltroncina. <<Mi dispiace di averti chiamato Camille. Stavamo parlando di lei e l’atmosfera era molto tesa. Poi ho sentito Trent e Camille ridere. È stato un errore comprensibile.>>

<<Hai ragione, Jackson. Ti perdono.>>

Thomas arrossì. <<Mi sento da cani>>

<<Giusto.>>

<<Non è finita veramente, Liis, non a causa di un solo stupido errore.>>

<<Non abbiamo neanche mai iniziato veramente, no?>>

<<Io provo un sentimento molto forte, e penso anche tu. So che non ti piace correre rischi, ma a me fa altrettanta paura, te l’assicuro.>>

<<Io non ho più paura. Ho fatto il salto. Sei tu che non mi hai seguito.>>

Thomas allora cambiò espressione. Mi guardò dentro sondando quegli aspetti del mio cuore che non potevo nascondere. <<Tu stai scappando. Ti ho spaventato a morte.>>

<<Smettila.>>

<<Non ti starò dietro, Liis: se non mi vuoi, ti lascio andare>>, disse contraendo i muscoli della mascella.

<<Bene>>, affermai con un sorriso sollevato. <<Questo ci fa risparmiare un bel po’ di tempo.>>

<<Non ho detto che ne sarei stato contento>>, precisò con uno sguardo implorante.

<<Thomas, ho da fare. Fammi sapere, per favore, se hai domande sul mio FD-30>>. Lo scio a Constance a fine giornata.>>

Mi fissò, incredulo, e si alzò avviandosi verso la porta. Afferrò la maniglia ma esitò guardando dietro di sé. <<Puoi sempre approfondire dei miei passaggi finché non risolvi il problema della macchina.>>

<<Grazie>> risposi. <<Ma ho trovato una soluzione con Val.>>

Scosse la testa e un attimo dopo uscì. Girò a destra anziché a sinistra e capii che era diretto in sala fitness.

Non appena superò la porta di sicurezza, Val si precipitò nel mio ufficio e si sedette. <<Che brutta cosa>>, commentò.

<<E’ finita>>,dissi spazientita.

[…]

<<Mi manchi>>, affermò calmo. <<Sul lavoro sto cercando di comportarmi in modo professionale ma non riesco a smettere di pensare a te.>>

<<In realtà ti comporti come una specie di orco. Lo paragonano tutti al periodo post-Camille.>>

Scoppiò in una risata priva d’allegria. <<Non c’è confronto. Questo è molto, molto peggio.>>

Mi concentrai sul compito di bendargli le ferite- <<Rallegriamoci solo di non essere andati troppo in là.>>

<<Tu di certo puoi rallegrarti. Io non sono stato così furbo>>, disse annuendo.

<<Che intendi? Due settimane fa mi hai detto di non essere in grado di amarmi>>, ribattei lasciando cadere le mani sulle cosce.

<<Liis… tu provi qualcosa per me?>>

<<Sai che è così.>>

<<Mi ami?>>

Lo guardai a lungo negli occhi. Aveva uno sguardo disperato, e più i secondi passavano, più la sua disperazione aumentava.

<<Non voglio innamorarmi, Thomas>>, dissi con un sospiro esitante.

Lui si osservò le bende, che si stavano già macchiando di sangue. <<Non hai risposto alla domanda.>>

<<No.>>

<<Stai mentendo. Come fai ad avere una personalità così forte e a essere così fottutamente spaventata?>>

<<E se anche fosse?>> replicai. <<Pure tu saresti spaventato se ti dicessi che sono ancora innamorata di Jackson e ti sentissi emotivamente molto vulnerabile.>>

<<Questo non è giusto.>>

Alzai la testa. <<Non devo essere giusta nei tuoi confronti, Thomas solo nei miei.>> Mi alzai e cominciai indietreggiare verso la porta.

<<Tu, Liis Lindy, sei decisamente la mia punizione>>, affermò ridacchiando.

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

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