Citazione capitolo 22

Un sabato sera a caldo e afoso entrai nel parcheggio del Kansas City Berbeque e mi fermai. Misi le chiavi in borsa. Anche con un prendisole addosso il sudore mi colava sul petto e sul ventre. Era una calura che sono l’oceano o una piscina avrebbero potuto alleviare. Avevo la pelle lucida ai capelli raccolti in uno chignon alto. Tutta quell’umidità mi ricordava l’isola del matrimonio, e dovevo trovare un modo per distrarmi.

Spalancata la porta, mi bloccai di colpo. La prima cosa che vedi fu Thomas in piedi davanti al bersaglio delle freccette: con un braccio stringe una ragazza bionda e con l’altro le insegnava a prendere la mira.

Non appena i nostri sguardi si incrociarono, feci dietrofront e tornai in fretta verso l’auto. Correre con le zeppe non era il massimo. Prima Che scendessi dal patio, qualcuno svolto l’angolo e io gli sbatti contro perdendo l’equilibrio.

Due grosse mani mi tirarono su evitandomi di cadere.

<<Perché tanta fretta?>> chiese Marks lasciandomi andare non appena fui di nuovo in piedi.

<<Scusami. Ero venuta qui per mangiare qualcosa, anche se è tardi, ma…>>

<<Oh>>, fece lui con un sorriso d’intesa. <<Hai visto Maddox là dentro.>>

<<Io… ehm… Posso trovare un altro posto per mangiare.>>

<<Liis?>> mi chiamò Thomas dalla porta.

<<Non vuole mangiare qui perché ci sei tu>>, gli urlò Marks prendendomi per una spalla.

Tutti gli ospiti che cenavano sul patio si voltarono a guardarmi.

Gli scostai la mano e sollevai il mento. <<Vaffanculo>>, esclamai incamminandomi decisa verso l’auto.

<<Hai frequentato un po’ troppo Val!>> gridò lui.

Non mi girai, cercai invece le chiavi in borsa e premetti il pulsante.

Prima che potessi aprire la portiera, tuttavia, mi sentii afferrare da altre due mani.

<<Liis>>, Thomas senza fiato dopo aver attraversato di corsa il parcheggio.

Mi liberai dalla sua presa e spalancai la portiera.

<<È solo un’amica. Occupava la posizione di Constance quando Polanski era vicecapo.>>

<<Non devi giustificarti>>, dissi.

<<Invece si. Sei arrabbiata.>>, osservò mettendosi le mani in tasca.

<<Non perché voglia esserlo>>, replica guardandolo. <<Troverò una soluzione. Fino a questo momento evitarti ha funzionato alla grande.>>

<<Mi dispiace. Farti arrabbiare è l’ultima cosa che desidero. Tu… Ehm… Hai un aspetto splendido. Dovevi incontrare qualcuno?>>

<<No, non dovevo incontrare nessuno. Non ho appuntamento con nessuno. Non esco con nessuno>>, replicai con una smorfia. <<Non che tu non debba farlo>>, aggiunsi indicando il ristorante.

Tentai di salire in macchina, ma Thomas mi prese intimamente per un braccio.

<<Non stiamo insieme>>, affermò. <<La stavo solo aiutando con le freccette. È qui con il suo fidanzato.>>

Lo guardai, dubbiosa. <<Ottimo. Devo andare. Non ho cenato.>>

<<Cena qui>>, suggerì con un sorriso speranzoso. <<Posso insegnare a giocare anche a te.>>

<<Preferisco non essere una delle tante, grazie.>>

<<Non lo sei. Non lo sei mai stata.>>

<<No, sono solo stata una delle due.>>

<<Che tu ci creda o no, Liis… sei stata l’unica. Non c’è mai stata nessuna donna tranne te.>>

<<Scusami, non avrei dovuto toccare il discorso. Ci vediamo lunedì in ufficio. Abbiamo una riunione molto presto>>, dissi sospirando.

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

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