Citazione capitolo 23

Aprii il computer portatile, inserii la password e controllai le mail. Tre messaggi di Constance contrassegnati dalla parola urgente attirarono la mia attenzione.

Cliccai sul primo.

Agente Lindy,

il vicecapo Maddox la convoca per una riunione alle <<0.00. Per favore si liberi e porti con sé il dossier del caso.

Constance

Aprii il secondo.

Agente Lindy,

il vicecapo Maddox chiede che la riunione sia spostata alle 09.00. La prego di tenersi pronta e di avere alla mano il dossier.

Constance

Aprii il terzo.

Agente Lindy,

il vicecapo Maddox insiste che lo raggiunge nel suo ufficio non appena riceverà questa mail. Per favore, tenga alla mano il dossier del caso.

Constance

Guardai l’orologio. Non erano neanche le otto.

[…]

Annuii e mi alzai. Mi avvicinai alla porta ma non riuscii ad andarmene. Contro ogni buon senso mi girai e strinsi con forza il dossier perché non mi cadesse.

Lui stava leggendo il primo foglio di un fascio di carte con un evidenziatore in una mano e il cappuccio nell’altra.

<<Si prende cura di sé, signore?>>

Thomas sbiancò. <<Io…come hai detto?>>

<<Se si prende cura di sé. Ha un’aria stanca.>>

<<Sto bene, Lindy. È tutto.>>

Feci un passo in avanti. <<Perché se avesse bisogno di parlare…>>

<<Non ho bisogno di parlare e, anche se lo avessi, saresti l’ultima persona con cui vorrei farlo.>>

<<Mi scusi, signore>>, risposi con un cenno.

<<Smettila… di chiamarmi così>>, disse abbassando la voce alla fine della frase.

<<Non ritengo più opportuno chiamarla Thomas.>>

<<Agente Maddox o Maddox vanno bene>>, rispose posando lo sguardo sul foglio. <<Ora per favore.. per favore esci, Lindy.>>

<<Perché mi ha convocato se non voleva vedermi? Avrebbe potuto tranquillamente incaricare Constance di tutto.>>

<<Perché, Liis, ogni tanto ho bisogno di vedere il tuo volto, di sentire la tua voce. Alcuni giorni sono più duri di altri.>>

Deglutii e mi avvicinai alla scrivania, al che Thomas si preparò per quello che avrei potuto fare.

<<Non farlo>>, dissi. <<Non farmi sentire incolpa. Ho cercato di no… Questo è proprio quello che non volevo.>>

<<Lo so. Me ne assumo tutte le responsabilità.>>

<<Non è colpa mia.>>

<<Lo hai appena detto>>, ripeté, esausto.

<<Te la sei cercata. Volevi che i sentimenti che provavi per me sostituissero quelli per Camille. Avevi bisogno di qualcuno da biasimare perché non potevi prendertela con lei. Devi trovare un equilibrio, perché Camille farà parte della tua famiglia, mentre io sono solo una collega… che prima o poi se ne andrà.>>

Thomas sembrò troppo sfinito per mettersi a discutere.

<<Cristo, Liis, pensi davvero che lo abbia programmato? In quanti modi devo dirtelo? Quello che provavo e che provo ancora per te rende i miei sentimenti per Camille insignifacnti.>>

<<Mi sembra di essere un disco rotto>>, replicai coprendomi la faccia con la mano.

<<Lo sei>>, affermò con tono indifferente.

<<Credi che sia facile per me?>>

<<Parebbe proprio di sì.>>

<<Be’, non lo è. Credevo… Non che ora abbia importanza, ma quel fine settimana… Speravo di poter cambiare. Credevo che se due persone ferite si fossero impegnati a sufficienza, se avessero provato sentimenti abbastanza profondi, ce l’avrebbero fatta.>>

<<Noi non siamo persone ferite, Liis, siamo due cicatrici identiche.>>

<<Se ci avventurassimo in un territorio sconosciuto, potremmo adattarci eventuali variabili, sai? Ma non posso gettar via tutti i progetti che ho per il futuro nella speranza che un giorno smetterai di essere triste perché non sei con lei.>> Sentii gli occhi riempirsi di lacrime. << se ti devo donare il mio futuro, ho bisogno che ti lasci alle spalle il passato.>>

Afferrai la fotografia capovolta e gliela cacciai sotto il naso costringendolo a guardarla.

Smise di fissarmi e, quando scrutò la fotografia sotto il vetro, abbozzò un mezzo sorriso.

Infuriata, girai la foto e restai a bocca aperta. In cornice c’eravamo io e Thomas, ritratti in bianco e nero nella foto che Falyn ci aveva scattato a St. Thomas. Mi stringeva a sé baciandomi sulla guancia e io sorridevo come se fosse tutto vero.

Presi l’altra foto. Raffigurava i cinque fratelli Maddox. Presi l’ultima e vidi i suoi genitori.

<<Ho amato prima lei>>, affermò Thomas. Ma tu, Liis… tu sei l’unica donna che amerò.>>

Rimasi senza parole e battei  in ritirata verso la porta.

<<Posso… Riavere le mie foto>> domandò.

Mi resi conto allora di aver lasciato il dossier sul tavolo e di essermi allontanata con le fotografie mano. Mi avvicinai lentamente, mi allungò la mano e gliele restituii.

<<Lo darò a Constance>>, disse prendendo, disorientata il dossier. Feci dietrofront e schizzai fuori.

<<Liis>>, esclamò.

Non appena superai la porta, gettai quasi il dossier a Constance.

(Un indimenticabile disastro – Jamie McGuire)

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