Citazione capitolo “L’inizio della fine”

[…]

In lontananza avvertimmo la voce di Mark Lanegan provenire dalla suoneria del mio cellulare. In un attimo ero in camera con il cuore a mille. Era lui.

<<Ciao>>, risposi, infilandomi nel bagno.

<<Ciao, come stai? Sei sveglia?>>

<<Sì>>, risposi sorridendo al mondo. <<Mi sono appena alzata.>>

<<Bene, buongiorno allora>>.

<<Dove sei?>>, chiesi.

<<A casa, sto preparando le valigie. Volevo dirti che sono felce, sono stato benissimo e ti penso tanto…>>.

<<Anche io. Più che bene, Nathan>>.

Poi ci fu un momento di silenzio. In quel non parlare non c’era tutto quello che avremmo voluto dire, ma che non potevamo, perché avrebbe spalancato la porta alla frustrazione. Chiusi gli occhi e restai in ascolto del suo respiro.

<<va bene>>, disse, e io riaprii gli occhi, <<allora torno alle valigie, ti chiamo appena posso, se riesco ti mando un messaggio appena arrivo a Portland.>>

<<Ok>>, risposi. <<Ci sentiamo>>.

E così terminò quella prima telefonata- mi osservi allo specchio, spettinata, e feci fatica a riconoscermi. Nessuna ricostruzione facciale, ma qualcosa di diverso. Forse lo sguardo. Un mix di preoccupazione e gioia.

(Se fossi qui con me questa sera – Sara Tessa)

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