Citazione capitolo “Resistere”

E con l’umore un po’ risollevato, dopo aver fatto la spesa tornai a casa. Mentre stipavo nelle credenze gli acquisti, ricevetti una telefonata. Cosi in soggiorno a recuperare il telefono dalla borsa sul divano. Era lui.

<<Ciao>>.

<<Ciao>>. Mi trattenni dal chiedergli come mai non avesse chiamato prima.

<<Bea, volevo dirti che per me non p cambiato nulla>>.

<<Perché me lo dici?>>, chiesi d’istinto. Come mai quell’affermazione? Che voleva dire?

<<Perché è tanto che non ci vediamo e volevo solo che fossi certa che non è cambiato nulla e non vedo l’ora di vederti, e che stasera… aspetta che mi sposto…>>.

E chiusi gli occhi. Diceva le cose giuste, sempre al momento giusto, e mi tranquillizzava.

<<Anche io, anche io>>, con le dita grattavano la fodera del divano, <<non vedo l’ora di rivederti, ho bisogno di vederti perché…perchè>>.

<<Lo so, respira Bea, sta’ calma e abbi pazienza, stasera..>>.

<<Sì, ma Nathan… cazzo… è dura!>>, strillai e diedi inizio al delirio che era lì pronto ad esplodere da giorni.

<<Io non ce la faccio più, sto male, per favore , dille la verità, la verità, e poi trovate una nuova corista, o tenete lei, ma dille la verità, se vuoi vengo io a cantare, insomma, non esiste a questo mondo una dannata sostituta? Fanno trasmissioni con gente che canta, tutti a cantare e voi non riuscite a trovare una corista che la sostituisca. Sono solo affari. Ci sono code di aspiranti coriste. Te lo dico con tutto il cuore, a me sembra una grande stronzata tutta questa storia. Vuoi stare con me? Bene, agisci, vuoi stare con lei? E allora dillo..>>.

Silenzio…

Silenzio…

Silenzio..

<<Ti sei calmata..?>>

Ecco, ero di nuovo una bambina, per lui. Ma perché dovevo sentirmi così?

<<Noooo, non mi calmo! Sai che c’è, vaffanculo, prima di te stavo benissimo avevo una vita mia, perfetta, regolata, a prova di bomba, adesso sto perdendo il lavoro, non capisco più chi sono, un minuto sto bene, un attimo dopo sono la copia dell’esorcista. Io non ce la faccio. Lasciamo perdere tutto. Sta’ con lei. Canta, suona, balla, fa’ quello che ti pare, sposala, dalle venti marmocchi, salite in cima all’Olimpo, ma non coinvolgermi in questi casini>>.

E riattaccai.

Ecco, avevo detto tutto, più o meno, perché mancava solo un secondo sono vaffanculo. Come una tigre iniziai a girare per casa. L’esplosione aveva portato a galla una rabbia furibonda. Quell’uomo mi stava mandando al manicomio. Dovevo riprendere il controllo della situazione. Afferrai il plettro e lo scagliai fuori dalla finestra. E mi misi al computer. Ecco, ero di nuovo la Bea di una volta, con tutta la mia grinta.

[…]


(Se fossi qui con me questa sera – Sara Tessa)

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