Capitolo 62 (Levi)

Sapevo che avrei trovato Pixie proprio qui. Non sull’autostrada. Non sulle strade secondarie più frequentate. Su Canary Road.

La vedo rallentare e corro incontro all’auto prima ancora che sia completamente ferma. Spalanco lo sportello e fisso i suoi grandi occhi verdi.

<<No>> grido così forte da riuscire a superare il frastuono di pioggia e vento.

Mi guarda perplessa. <<No?>>

<<No, non possiamo essere solo amici.>> La pioggia mi scivola sul viso, il cuore mi batte forte nel petto. <<Perchè siamo più che semplici amici, lo siamo sempre stati. E non mi riferisco al sesso, Pix. Mi riferisco alla fiducia, alla serenità. A tutto ciò che ci fa sentire a casa, quando siamo insieme.>> Un fulmine si abbatte poco distante, si alza una folata improvvisa. Parlo ancora più forte. <<Tu non sei mia amica, Pixie. Sei una parte del mio cuore, una parte della persona che voglio essere.>>

Scende dall’auto e rimane immobile, sotto la pioggia. <<Ma Leaves…>>

<<Ti amo>> grido, il tuono che rimanda in un’eco le mie parole, la pioggia che mi inzuppa i vestiti. <<Ti amo quando sei Pixie e quando sei Sarah, quando sei incasinata e quando mi fai impazzire e quando mi spaventi a morte. Io ti amo, Pixie. E so che hai paura.>> Mi avvicino ancora per non dover più gridare, stringo il suo viso fra le mani bagnate e la guardo dritto negli occhi. <<Ma non devi temere. Non ti lascerò mai più. Mai.>>

Le lacrime calde che le scendono dagli occhi si mescolano con la pioggia gelida che sento sulla sua guancia, solo le mie dita.

<<Quindi adesso puoi anche trasferirti a New York o andare in capo al mondo, ma voglio esserci anch’io. Dovunque tu vada. Accanto a te. Sempre. Perché sono tuo. Anche se tu non mi vuoi, io sono tuo.>>

Mi prende anceh lei il viso tra le mani e frena le mie parole, guardandomi negli occhi mentre la pioggia scende inesorabile su di noi.

Poi chiude la mia bocca con la sua. La bacio appassionatamente, il viso ancora stretto fra le mie dita gociolanti, e la stringo forte per non lasciarla andare, perché voglio che neanche un minuto di questa vita trascorra senza che lei sia con me.

<<Dio, quanto ti amo>> dice fra un bacio e l’altro, e quelle parole mi riempiono come non mi è mai successo prima. Sorride e mi bacia contemporaneamente. <<A proposito? Non sto andando a New York>> dice. << Non ne ho mai avuto l’intenzione.>>

Mi allontano appena per scrutare la sua espressione, il cuore a mille. <<Ma sei partita.>>

Pixie annuisce. <<Sono andata a casa di mia madre a prendere della roba, ma ero diretta giù a Phoenix per tornare alla mia stanza allo studentato insieme a Jenna, così quest’autunno posso riprendere l’a frequentare la ASU. Ho rifiutato l’ammissione alla NYU qualche settimana fa.>>

<<Ma… perchè?>>

<<Perché ho capito che casa mia è qui. In Arizona. Con Ellen.>> Segue il mio profilo con lo sguardo. <<E con te.>> Poi si ferma sui miei occhi. <<Non volevo andarmene. Anche se non potevo averti, si accendono in un sorriso giocoso. <<Anche se tu non mi vuoi…>>

<<Davvero?>> dice lei con il sottofondo di un tuono.

<<Oh, sì.>>

E riprendo a baciarla. Pixie, la mia bellissima, indomabile Pixie.

Non mi sono mai sentito così vivo.

(L’amore più giusto è quello sbagliato – Chelsea Fine)

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